When words sing. Pratiche sonore collettive sulle orme di R. Murray Schafer
Responsabili del progetto: Chiara Aquilani e Francesco Bombarda
R. Murray Schafer (1933-2021) è stato compositore, educatore, teorico del concetto di paesaggio sonoro (soundscape) e padre fondatore dell’ecologia acustica. A partire dalla fine degli anni Sessanta, attraverso il gruppo di studio World Soundscape Project, da lui fondato presso la Simon Fraser University a Vancouver, Schafer ha elaborato una concezione dell’ascolto quale pratica conoscitiva e strumento di consapevolezza della relazione tra individuo e ambiente acustico. Tale prospettiva si riflette anche nella sua produzione compositiva, nella quale diversi brani, in particolare per coro, sono orientati alla resa mimetica o simbolica di fenomeni o suoni naturali mediante specifici dispositivi compositivi, quali l’onomatopea vocale, l’impiego di tecniche vocali estese e la costruzione di agglomerati timbrici complessi e semi-aleatori (choric textures).
A partire dall’eredità teorica e pedagogica di Schafer, ITER Research Ensemble ha intrapreso un percorso di ricerca e sperimentazione sulla dimensione collettiva dell’esperienza sonora. Tale percorso, articolato in sessioni dedicate, si sviluppa attraverso esercizi di ascolto, improvvisazione e costruzione condivisa di “paesaggi sonori”, nell’accezione – assai meno canonica, ma attestata negli scritti didattici di Schafer – di “collezioni di suoni uditi in un dato luogo”. Tutte le pratiche riprendono ed elaborano criticamente quanto proposto dal compositore in alcuni suoi testi, tra cui Ear Cleaning: Notes for an Experimental Music Course (1967), …When Words Sing (1970) e A Sound Education (1991).
Le attività svolte finora sono state dedicate all’ascolto attivo, alla pratica della soundwalk e del soundchronicle – ovvero la pratica di improvvisare vocalmente un paesaggio sonoro dotato di uno svolgimento narrativo (ad es. un temporale). Allo svolgimento di ogni esercizio si accompagna una discussione dei feedback, archiviata in forma di registrazione o di appunti. Tali pratiche vengono utilizzate come dispositivi sperimentali per osservare diverse dinamiche: la selezione dell’attenzione, il ruolo attivo del silenzio, la memoria uditiva, la differenza tra intenzione e percezione, l’influenza reciproca tra i partecipanti nella co-creazione sonora, il ruolo dello spazio come agente vivo e le modalità attraverso cui i gesti sonori entrano in relazione tra loro, producendo forme di coordinamento, adattamento reciproco e intenzionalità collettiva.